CLASSE DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN MEDICINA E CHIRURGIA OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI

CLASSE DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN
MEDICINA E CHIRURGIA
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia dovranno essere dotati:
delle basi scientifiche e della preparazione teorico-pratica necessarie ai sensi della direttiva 75/363/CEE
all’esercizio della professione medica e della metodologia e cultura necessarie per la pratica della formazione
permanente, nonché di un livello di autonomia professionale, decisionale ed operativa derivante da un percorso
formativo caratterizzato da un approccio olistico ai problemi di salute, delle persone sane o malate anche in
relazione all’ambiente chimico-fisico, biologico e sociale che le circonda. A tali fini il corso di laurea specialistica
prevede 360 CFU complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative
volte alla maturazione di specifiche capacità professionali.
delle conoscenze teoriche essenziali che derivano dalle scienze di base, nella prospettiva della loro successiva
applicazione professionale; della capacità di rilevare e valutare criticamente da un punto di vista clinico, ed in una
visione unitaria, estesa anche nella dimensione socioculturale e di genere, i dati relativi allo stato di salute e di
malattia del singolo individuo, interpretandoli alla luce delle conoscenze scientifiche di base, della fisiopatologia e
delle patologie di organo e di apparato; delle abilità e l’esperienza, unite alla capacità di autovalutazione, per
affrontare e risolvere responsabilmente i problemi sanitari prioritari dal punto di vista preventivo, diagnostico,
prognostico, terapeutico e riabilitativo; della conoscenza delle dimensioni etiche e storiche della medicina; della
capacità di comunicare con chiarezza ed umanità con il paziente e con i familiari; della capacità di collaborare con
le diverse figure professionali nelle attività sanitarie di gruppo; della capacità di applicare, nelle decisioni mediche,
anche i principi dell’economia sanitaria; della capacità di riconoscere i problemi sanitari della comunità e di
intervenire in modo competente.
Il profilo professionale dei laureati specialisti dovrà comprendere la conoscenza di:
organizzazione biologica fondamentale e processi cellulari di base degli organismi viventi; processi di base dei
comportamenti individuali e di gruppo; meccanismi di trasmissione e di espressione dell’informazione genetica a
livello cellulare e molecolare; nozioni fondamentali e metodologia di fisica e statistica utili per identificare,
comprendere ed interpretare i fenomeni biomedici; organizzazione strutturale del corpo umano, con le sue
principali applicazioni di carattere anatomo-clinico, dal livello macroscopico a quello microscopico sino ai
principali aspetti ultrastrutturali e i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso dello
sviluppo embrionale e del differenziamento; caratteristiche morfologiche essenziali dei sistemi, degli apparati, degli
organi, dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari dell’organismo umano, nonché i loro principali correlati
morfo-funzionali; meccanismi molecolari e biochimici che stanno alla base dei processi vitali delle cellule e le loro
attività metaboliche; fondamenti delle principali metodiche di laboratorio applicabili allo studio qualitativo e
quantitativo dei determinanti patogenetici e dei processi biologici significativi in medicina; modalità di
funzionamento dei diversi organi del corpo umano, la loro integrazione dinamica in apparati ed i meccanismi
generali di controllo funzionale in condizioni normali; principali reperti funzionali nell’uomo sano; fondamenti
delle principali metodologie della diagnostica per immagini e dell’uso delle radiazioni, principi delle applicazioni
alla medicina delle tecnologie biomediche.
I laureati specialisti dovranno inoltre:
avere acquisito ed approfondito le interrelazioni esistenti tra i contenuti delle scienze di base e quelli delle scienze
cliniche, nella dimensione della complessità che è propria dello stato di salute della persona sana o malata, avendo
particolare riguardo alla inter-disciplinarietà della medicina;
ed avere sviluppato e maturato un approccio fortemente integrato al paziente, valutandone criticamente non solo
tutti gli aspetti clinici, ma anche dedicando una particolare attenzione agli aspetti relazionali, educativi, sociali ed
etici coinvolti nella prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia, nonché nella riabilitazione e nel recupero del
più alto grado di benessere psicofisico possibile.
I laureati nei corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia svolgeranno l’attività di medico-chirurgo nei vari ruoli
ed ambiti professionali clinici, sanitari e bio-medici.
Ai fini indicati i laureati della classe dovranno avere acquisito:
la conoscenza delle cause delle malattie nell’uomo, interpretandone i meccanismi patogenetici e fisiopatologici
fondamentali;
la conoscenza dei meccanismi biologici fondamentali di difesa e quelli patologici del sistema immunitario e la
conoscenza del rapporto tra microorganismi ed ospite nelle infezioni umane, nonché i relativi meccanismi di difesa;
la capacità di applicare correttamente le metodologie atte a rilevare i reperti clinici, funzionali e di laboratorio,
interpretandoli criticamente anche sotto il profilo fisiopatologico, ai fini della diagnosi e della prognosi e la capacità
di valutare i rapporti costi/benefici nella scelta delle procedure diagnostiche, avendo mente alle esigenze sia della
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corretta metodologia clinica che dei principi della medicina basata sull’evidenza;
una adeguata conoscenza sistematica delle malattie più rilevanti dei diversi apparati, sotto il profilo nosografico,
eziopatogenetico, fisiopatologico e clinico, nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana e la
capacità di valutare criticamente e correlare tra loro i sintomi clinici, i segni fisici, le alterazioni funzionali rilevate
nell’uomo con le lesioni anatomopatologiche, interpretandone i meccanismi di produzione e approfondendone il
significato clinico;
la capacità di ragionamento clinico adeguata ad analizzare e risolvere i più comuni e rilevanti problemi clinici sia di
interesse medico che chirurgico e la capacità di valutare i dati epidemiologici e conoscerne l’impiego ai fini della
promozione della salute e della prevenzione delle malattie nei singoli e nelle comunità;
la conoscenza dei principi su cui si fonda l’analisi del comportamento della persona e una adeguata esperienza,
maturata attraverso approfondite e continue esperienze di didattica interattiva nel campo della relazione e della
comunicazione medico-paziente, nella importanza, qualità ed adeguatezza della comunicazione con il paziente ed i
suoi familiari, nonché con gli altri operatori sanitari, nella consapevolezza dei valori propri ed altrui nonché la
capacità di utilizzare in modo appropriato le metodologie orientate all’informazione, all’istruzione e all’educazione
sanitaria e la capacità di riconoscere le principali alterazioni del comportamento e dei vissuti soggettivi,
indicandone gli indirizzi terapeutici preventivi e riabilitativi;
la capacità di riconoscere, mediante lo studio fisiopatologico, anatomopatologico e clinico, le principali alterazioni
del sistema nervoso, fornendone l’interpretazione eziopatogenetica e indicandone gli indirizzi diagnostici e
terapeutici;
la capacità di riconoscere le più frequenti malattie otorinolaringoiatriche, cutanee, veneree, odontostomatologiche e
del cavo orale, dell’apparato locomotore e di quello visivo, indicandone i principali indirizzi di prevenzione,
diagnosi e terapia e la capacità di individuare le condizioni che, nel suindicato ambito, necessita dell’apporto
professionale dello specialista;
la capacità e la sensibilità per inserire le problematiche specialistiche in una visione più ampia dello stato di salute
generale della persona e delle sue esigenze generali di benessere e la capacità di integrare in una valutazione
globale ed unitaria dello stato complessivo di salute del singolo individuo adulto ed anziano i sintomi, i segni e le
alterazioni strutturali e funzionali dei singoli organi ed apparati, aggregandoli sotto il profilo preventivo,
diagnostico, terapeutico e riabilitativo;
la capacità di analizzare e risolvere i problemi clinici di ordine internistico, chirurgico ed oncologico, valutando i
rapporti tra benefici, rischi e costi, anche alla luce dei principi della medicina basata sulla evidenza;
l’abilità e la sensibilità per applicare nelle decisioni mediche i principi essenziali di economia sanitaria con
specifico riguardo al rapporto costo/beneficio delle procedure diagnostiche e terapeutiche;
la conoscenza dei concetti fondamentali delle scienze umane per quanto concerne l’evoluzione storica dei valori
della medicina, compresi quelli etici;
la abilità e la sensibilità per valutare criticamente gli atti medici all’interno della équipe sanitaria;
la conoscenza delle diverse classi dei farmaci e dei tossici, dei meccanismi molecolari e cellulari della loro azione,
dei principi fondamentali della farmacodinamica e della farmacocinetica e la conoscenza degli impieghi terapeutici
dei farmaci, la variabilità di risposta in rapporto a fattori genetici e fisiopatologici, le interazioni farmacologiche ed
i criteri di definizione degli schemi terapeutici, nonché la conoscenza dei principi e dei metodi della farmacologia
clinica, compresa la farmacosorveglianza e la farmacoepidemiologia, degli effetti collaterali e della tossicità dei
farmaci e delle sostanze d’abuso;
la conoscenza, sotto l’aspetto preventivo, diagnostico e riabilitativo, delle problematiche relative allo stato di salute
e di malattia nell’età neonatale, nell’infanzia e nell’adolescenza, per quanto di competenza del medico non
specialista e la capacità di individuare le condizioni che necessitano dell’apporto professionale dello specialista e di
pianificare gli interventi medici essenziali nei confronti dei principali problemi sanitari, per frequenza e per rischio,
inerenti la patologia specialistica pediatrica;
la conoscenza delle problematiche fisiopatologiche, psicologiche e cliniche (sotto il profilo preventivo, diagnostico
e terapeutico), riguardanti la fertilità maschile e femminile, la procreazione, la gravidanza, la morbilità prenatale ed
il parto e la capacità di riconoscere le forme più frequenti di patologia andrologica e ginecologica, indicandone le
misure preventive e terapeutiche fondamentali ed individuando le condizioni che necessitino dell’apporto
professionale dello specialista;
la conoscenza dei quadri anatomopatologici nonché delle lesioni cellulari, tessutali e d’organo e della loro
evoluzione in rapporto alle malattie più rilevanti dei diversi apparati e la conoscenza, maturata anche mediante la
partecipazioni a conferenze anatomocliniche, dell’apporto dell’anatomopatologo al processo decisionale clinico, con
riferimento alla utilizzazione della diagnostica istopatologica e citopatologica (compresa quella colpo- ed oncocitologica)
anche con tecniche biomolecolari, nella diagnosi, prevenzione, prognosi e terapia della malattie del
singolo paziente, nonché la capacità di interpretare i referti anatomopatologici;
la capacità di proporre, in maniera corretta, le diverse procedure di diagnostica per immagine, valutandone rischi,
costi e benefici e la capacità di interpretare i referti della diagnostica per immagini nonché la conoscenza delle
indicazioni e delle metodologie per l’uso di traccianti radioattivi ed inoltre la capacità di proporre in maniera
corretta valutandone i rischi e benefici, l’uso terapeutico delle radiazioni e la conoscenza dei principi di
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radioprotezione;
la capacità di riconoscere, nell’immediatezza dell’evento, le situazioni cliniche di emergenza nell’uomo, ponendo in
atto i necessari atti di primo intervento, onde garantire la sopravvivenza e la migliore assistenza consentita e la
conoscenza delle modalità di intervento nelle situazioni di catastrofe;
la conoscenza delle norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del singolo e delle comunità e la
conoscenza delle norme e delle pratiche atte a mantenere e promuovere la salute negli ambienti di lavoro,
individuando le situazioni di competenza specialistica nonché la conoscenza delle principali norme legislative che
regolano l’organizzazione sanitaria e la capacità di indicare i principi e le applicazioni della medicina preventiva
nelle comunità locali;
la conoscenza delle norme deontologiche e di quelle connesse alla elevata responsabilità professionale, valutando
criticamente i principi etici che sottendono le diverse possibili scelte professionali e la capacità di sviluppare un
approccio mentale di tipo interdisciplinare e transculturale, anche e soprattutto in collaborazione con altre figure
dell’équipe sanitaria, approfondendo la conoscenza delle regole e dinamiche che caratterizzano il lavoro di gruppo
nonché una adeguata esperienza nella organizzazione generale del lavoro, connessa ad una sensibilità alle sue
dinamiche, alla bioetica, all’epistemologia della medicina, alla relazione ed educazione del paziente, nonché verso
le tematiche della medicina di comunità, acquisite anche attraverso esperienze dirette sul campo;
la conoscenza dello sviluppo della società multietnica, con specifico riferimento alla varietà e diversificazione degli
aspetti valoriali e culturali, anche in una prospettiva culturale ed umanistica;
una approfondita conoscenza dello sviluppo tecnologico e biotecnologico della moderna medicina;
una adeguata esperienza nello studio indipendente e nella organizzazione della propria formazione permanente e la
capacità di effettuare una ricerca bibliografica e di aggiornamento, la capacità di effettuare criticamente la lettura di
articoli scientifici derivante anche dalla conoscenza di una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano, che
consenta loro la comprensione della letteratura internazionale e l’aggiornamento;
la competenza informatica utile alla gestione dei sistemi informativi dei servizi, ed alla propria autoformazione;
una adeguata conoscenza della medicina della famiglia e del territorio, acquisita anche mediante esperienze
pratiche di formazione sul campo;
in particolare, specifiche professionalità nel campo della medicina interna, chirurgia generale, pediatria, ostetricia e
ginecologia, nonché di specialità medico-chirurgiche, acquisite svolgendo attività formative professionalizzanti per
una durata non inferiore ad almeno 60 CFU da svolgersi in modo integrato con le altre attività formative del corso
presso strutture assistenziali universitarie.
La durata del corso per il conseguimento della laurea specialistica in medicina e chirurgia è di 6 anni.
Relativamente alla definizione di curricula preordinati alla esecuzione delle attività previste dalla direttiva 75/363/CEE,
i regolamenti didattici di ateneo si conformano alle prescrizioni del presente decreto e dell’art. 6, comma 3, del D.M. n.
509/99.
I regolamenti didattici di ateneo determinano, con riferimento all’art. 5, comma 3, del decreto ministeriale 3 novembre
1999, n. 509, la frazione dell’impegno orario complessivo riservato allo studio o alle altre attività formative di tipo
individuale in funzione degli obiettivi specifici della formazione avanzata e dello svolgimento di attività formative ad
elevato contenuto sperimentale o pratico.

fonte:  http://www.miur.it/UserFiles/142.pdf

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Sei un vero studente di medicina se…

Riporto un simpatico gruppo che è presente sul sito Facebook; si chiama “Sei un vero studente di medicina se…”.

Ho voluto linkarlo in quanto l’autore riporta una serie di affermazioni che descrivono perfettamente la vita di uno studente di Medicina….e ci fanno capire di quanto siamo “infognati”….

link al gruppo: http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=19312789737

Sei un vero studente di medicina se…

Global

Basic Info

Type:
Description:
– quando bevi, immagini quanto le tue transaminasi saranno alte il giorno seguente

– ti ubriachi ancora, però sai esattamente cosa sta accadendo al tuo corpo in quel momento, e ne rendi partecipi gli altri

– parli di autopsie e drenaggi senza problemi anche mentre mangi

– quando esci con gente non di medicina, tendi a non parlare perché non sai di cosa parlare

– conosci a memoria elenchi di traslocazioni, farmaci, dettagli anatomici e quant’altro, ma non ti ricordi cosa hai fatto due giorni fa

– la tua vita consiste in: studiare, bere e dormire

– ti riferisci ai semestri di chimica e biologia come ai ‘bei tempi andati’

– ti ritrovi quotidianamente a dire ‘ho bisogno di rilassarmi’ e ‘sono stressato’

– di tanto in tanto ti viene da dire ‘ma non potevo andare a fare psicologia o scienze politiche?’

– gli amici non di medicina, credendoti praticamente un dottore, ti chiedono consulti ai quali tu con imbarazzo tenti di rispondere, non rivelando loro che in cuor tuo credi di non sapere nulla

– sai come funziona il Viagra

– i tuoi compagni sono in buona parte figli di medici

– ti sei esercitato a fare l’esame obiettivo con familiari, amici e partners

– sei trepidante quando entri in un reparto (soprattutto di pronto soccorso e
soprattutto se vedi emergenze)

– tendi a parlare e a scrivere per acronimi

– quando incontri qualcuno posticipi l’appuntamento per settimane perché sei sempre terribilmente impegnato

– ti spaventa pensare a certi tuoi compagni come a dei medici

– hai una carenza cronica di sonno

– ER, Dr House, Grey’s Anatomy sono i tuoi programmi preferiti, e giochi a individuarne le inesattezze dal punto di vista medico

– affrontando lo studio della patologia sistematica ti sei diagnosticato almeno 4 o 5 malattie rare

siete d’accordo???

Campagna Adotta un Ricercatore a Distanza

Aderite anche voi alla campagna “ADOTTA UN RICERCATORE A DISTANZA” promossa dal blog DoctorGray N.H.I.

Copiate l’immagine ed inviatela via mail, attaccatela ai muri….insomma: fate sapere a tutti gli italiani che adottare è facile, basta privatizzare le università Italiane e tagliare i finanziamenti alle stesse.

Non fate i tirchi….adottate anche voi un giovane chimico, fisico, biologo,  medico o filosofo fresco di Laurea; potrà pulirvi la casa, il bagno ed anche la cucina, spiegandovi tutti i fenomeni con leggi Fisiche, informandovi dei batteri patogeni che si annidano nella tavoletta del Water e molto altro
Potrete acquisire tantissime conoscenze!!

Cosa aspettate…..ADOTTATE!!!!!!


Sono allibito…

Sono veramente allibito…e sconfortato.
Non volevo arrivare a scrivere queste cose sul blog, ma non posso fare altrimenti.

Sono sconfortato nello scoprire che molti ragazzi, gli Studenti Universitari, insomma i primi che dovrebbero interessarsi del loro futuro, non hanno ancora letto il decreto Gelmini…

Sono deluso da ragazzi che danno esami su esami prendendo 30&Lode, che potrebbero avere un cervello grosso come una casa ed invece non lo usano (e quindi non lo hanno)…pensano solo ad arrivare a quel voto, a dimostrare di essere i migliori, a fare a gara con i compagni….

Ed intanto non apprezzano la bellezza degli esami, la bellezza delle materie studiate…

Purtroppo questi ragazzi fanno lo stesso nella vita; non apprezzano la bellezza degli ideali, della presa di posizione ragionata (con la testa propria e non con quella degli altri!!!), che non sentono la necessità del confronto teso ad un reciproco arricchimento ideologico, che non godono delle proprie affermazioni che scaturiscono dalle ore di studio di argomenti attuali, di argomenti reali, di agomenti così vicini che senti il loro calore…che scottano.

Quei ragazzi la mattina ti offendono perchè non la pensi come loro, perchè hai letto il decreto, perchè hai letto un documento scritto da un Prof. nel quale si dimostra l’errore di fondo di una legge vergogna, perchè hai visto i Prof su youtube ripresi mentre facevano lezione in piazza… ma io non mi offendo.

La situazione dfell’Università è chiara; i Prof. ed i rettori si oppongono alla legge, ricercatori sono sul lastrico …. tutti insieme per dichiarano che questa legge non è una legge perchè non è democratica…nessuno delle sfere alte ha chiesto nulla a nessuno…si va avanti per decisione presa.

Siamo dalla parte del torto?? Sono dalla parte del torto ??

Noi che vogliamo studiare, che vogliamo imparare, che arriviamo a mala pena alla fine del mese con i soldi che ci danno i nostri genitori, che sfruttiamo i nostri genitori (non li ringraziero mai abbastanza per permettermi di frequentare l’Università!!) stando in casa loro senza portare un soldo…siamo dalla parte del torto se vogliamo studiare in una università libera e pubblica???

Siamo forse dei parassiti per la Società tanto da doverci privare dei diritti più banali ????

Forse si….sembra che anche un ex-presidente della Repubblica Italiana ci voglia schiacciare.

Come ne “La Metamorfosi” di Kafka, un bel giorno da persone rispettabili, da “futuro per l’Italia” ci siamo
ritrovati scarafaggi privi di qualsiasi importanza, di qualsiasi diritto; persone da non rispettare, animali….forse questi hanno piu diritti.

Kupfer

Grazie. Sono orgoglioso di essere uno scarafaggio, uno stercoraro.
Sono orgoglioso perchè gli stercorari fanno un lavoro duro, ma dignitoso; spostano merda ogni giorno.
Anche io sto spostando la merda di questo paese…sto spostando la disinformazione, la non cultura lontano da me…e ne sono fiero!

Sono fiero di spaccarmi le ossa studiando sui libri…perchè i libri, la cultura, la ragione sono le nostre armi per capire i lati oscuri di questo mondo e per fuggire da loro. Sono le nostra armi per andare avanti e per rendere il mondo miglire…chi vuoi che uccidiamo con un libro in mano e con una penna???

Il futuro è nostro…io nel futuro voglio laurearmi in una Università degna di questo nome, pubblica, libera, dignitosa, in un Paese dignitoso.

Crediamoci, possiamo farcela. Dobbiamo farcela.

Riporto un articolo dal blog voglioscendere.it

“Col passare dei giorni e il crescere delle proteste la probabilità che si verifichi qualche incidente (quasi inevitabile quando migliaia di persone molto giovani scendono in piazza) aumenta. E gli incidenti, che Berlusconi con i suoi interventi sembra voler evocare, rappresenterebbero per lui una vittoria. Le tv ci metterebbero un secondo ad amplificarne la portata innescando una serie di reazioni a catena difficilmente prevedibili.

Che fare allora? Quattro cose: ricordarsi di Gandhi che con la non violenza liberò una nazione, non accettare provocazioni, organizzare proteste sempre più “mediatiche” che possano trovar spazio nei telegiornali, presentare poche e chiare controproposte. Che nel mondo della scuola e delle università si disperdano inutilmente molti capitali è un fatto. Che sia necessaria una razionalizzazione delle spese è un altro fatto (pensiamo, per esempio, alle norme che hanno consentito l’apertura di nuovi atenei in quasi ogni capoluogo di provincia e la creazione di corsi di laurea in materie che non permetteranno a nessuno di trovare occupazione).

Insomma anche manifestando studenti e docenti dovranno continuare a lavorare. Serve subito una piattaforma precisa. Un programma per punti sul quale il governo sia costretto ad aprire la discussione.”

Credo che non ci sia da aggiungere niente.

Recensione libro : “Dna, il segreto della vita” di J.D.Watson

Immagine di DNA

“James Watson e Francis Crick scoprirono nel Febbraio del 1953 la struttura della molecola del DNA.
Con un articolo pubblicato su “Nature” i due scienziati riferirono al mondo l’avvenuta scoperta della molecola; la spiegazione scientifica del “mistero della vita” era entrato nella prima fase.
Con questo saggio divulgativo, il Premio Nobel J.D.Watson presenta in modo conciso e molto chiaro le tappe della scoperta del DNA e la comprensione delle leggi che regolano l’appaiamento delle basi azotate ( leggi di Carghaff), il meccanismo della trascrizione e la semplicità del codice genetico, che con l’associazione (non sempre univoca) “codone/amminoacido” permette la traduzione del messaggio genetico in proteina.
Seguono poi l’analisi di tutta una serie di settori della scienza ( e non ) che vedono come protagonista principale il DNA; dalla genetica industriale (agricoltura,biotecnologie,ecc) all’antropologia, allo studio delle popolazioni, alla Legge (con le prove sul mtDNA) passando per la scoperta della PCR da parte di Kary Mullis e alle nuove implicazioni che potrebbe avere il DNA nella cura delle malattie genetiche, alla luce di studi (anche recenti) molto promettenti.
Il saggio si conclude con l’analisi delle implicazioni etiche e religioso/politiche che molte volte “frenano” lo sviluppo della conoscenza scientifica.
Il DNA si dimostra un vera “macromolecola” sia in campo biologico che in campo sociale!

Sicuramente da leggere.”

scritto da : Doctor Gray N.H.I.

fonte: http://www.anobii.com/books/DNA/9788845920516/0161e9ed745871e6b3/

Premio Nobel 1962

Confronto Chiesa/Scienza;esprimete la vostra opinione.

3 Risposte a “Spero di aver letto male??

  1. atlantemedicina Dice:
    Ottobre 18, 2008 alle 11:41 am modificaNon ho parole. Affermazioni di questo genere offendono tutte le persone che si dedicano alla scienza con passione e dedizione per conoscere e capire, e non per lucro nè tantomeno per sostituirsi al Creatore.
    Penso che bisognerebbe andarci piano, soppesare le parole. Ogni discorso, ogni confronto, dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco, al di là delle convinzioni religiose e politiche. Si sa, vivo di utopie.
  2. Anonimo Dice:
    Ottobre 23, 2008 alle 10:04 pm modificaCaro collega,
    temo che le tue conclusioni siano errate.
    La scienza è un mezzo meraviglioso per scoprire il ondo e la realtà che ci circonda, ma non è e non può essere una fede.
    E’ un mezzo, uno strumento un’ausilio, lasciato alla responsabilità di chi lo adopera.
    Come una bella automobile, comoda, accogliente e potente: può e deve essere un mezzo di trasporto utile all’uomo; ma se guido irresponsabilmente e mi vado a schiantare e ad ammazzare altre persone diventa uno strumento di morte.
    Mai sentito parlare dell’eugenetica e della medicina nazista, solo per fare un esempio?
    Il Papa non ha fatto altro che richiamare l’attenzione su questa ovvietà, che ricordare che il bene, anche nella scienza sta non va cercato nella macchina in sé, ma nel cuore e nella ragione di chi la utilizza.
    E non occorre essere credenti né cattolici, per consentire.
    Un consiglio spassionato: se anche non credi in Dio, la scienza non è un dio.

    Cordiali saluti ed in bocca al lupo.
    Antonio83

  3. doctorgray Dice:
    Ottobre 23, 2008 alle 11:06 pm modificaCaro Collega,
    mi inserisco nella discussione e rispetto la tua posizione.
    Se vorrai fornirmi il tuo indirzzo e-mail potremo approfodire l’argomento anche al di fuori del blog.

    La Scienza non è un mezzo per scoprire la realtà che ci circonda, “è il mezzo per eccellenza per scoprirla e per capirla”.
    La Scienza Moderna si fonda su un Metodo Scientifico (sviluppato da Galileo, una persona che la Chiesa conosce bene), su una serie di tecniche di analisi della realtà oggettive, riproducibili; la realtà che ci mostra la Scienza è quella vera, non quella inventata o che si vuol vedere attraverso un “paio di occhiali ideologizzati”.
    La Scienza di oggi non è una macchina che viene guidata da “Scienziati Pazzoidi” che giocano con la gli atomi, con la materia, con la vita.
    La Scienza di oggi è vigilata da sitemi di controllo più grandi di essa, supervisori quali il Comitato di Bioetica che analizzano eventuali ricerche dannose per l’uomo e per l’umanità (parlo in campo medico/biologico) e che sono permeati da una buona dose di influenza cristiane; quindi la Scienza mi sembra abbastanza controllata e (si spera) sembrerebbe agire in modo Etico, almeno per le leggi che ci sono oggi.

    Non ho mai capito il motivo per il quale le persone di Chiesa non permettano mai agli altri di esporre le proprie ideologie e considerino le altre ideologie/religioni inferiori; lo noto nel Cristianesimo quanto nell’Islam.

    Detto ciò, la tua domanda sulla mia conoscenza delle attività Naziste ed eugenetiche ha un sapore di sfida.
    Non voglio abbassare questo dialogo a livelli di scontro; non è sicuramente la Scienza (né tantomeno gli scienziati) che hanno impugnato le spade ed hanno combattuto nel nome del loro credo; di solito gli Scienziati si confrontano sempre davanti ad un tavolo o impugnando pubblicazioni scientifiche.

    Voglio informarti che conosco bene gli esperimenti del Dottor Morte (Mengele) e dei suoi esperimenti di ibernazione, dello studio delle infiammazioni indotte sezionando continuamente arti di pazienti, degli esperimenti di castrazione chimica e fisica mediante irradiazione; conosco bene (e chi non lo conosce) il concetto di Eugenetica e la tragica ed insensata applicazione che ne hanno fatto Nazisti.

    Ma tu consideri tutto ciò Scienza??? Io no.
    Quella non era Scienza , era solo una appendice, uno strumento utilizzato da Hitler per dimostrare la presunta superiorità del popolo ariano.
    Quello era il progetto di dimostrazione di teorie evoluzionistiche che non adducono assolutamente la superiorità di una razza rispetto ad un’altra..anzi: la genetica delle popolazioni dimostra che non esistono razze in quanto non ci sono gli estremi per distinguere geneticamente un Inuit da un Bantu.
    Quella era la Pseudo-Scienza del Nazismo, nata sotto un regime totalitario ed ideologico che impregnava le menti e non le faceva lavorare; quella non era una Scienza libera da ideologie ( come deve essere ) ma “dirottata” su un obiettivo che non era la comprensione della realtà, ma la volontà di dimostrare a tutti i costi una teoria….questo non è metodo scientifico.

    La Scienza dimostra l’uguaglianza dei popoli, l’Eva Mitocondriale, la comune derivazione delle specie viventi da un organismo primitivo…

    Ma come si può definire Scienza gli esperimenti svolti durante il Nazismo??Quella è una perversione che una ideologia politica ha creato nella mente di uno psicolabile.

    Detto ciò, dato che hai tirato in ballo il passato di quella che tu consideri un “errore” della Scienza (da quanto ho dedotto), ti chiedo se la caccia alle streghe nel Medioevo, le Crociate, la immobilità della Chiesa nei confronti dell’Olocausto sono stati errori di un’altra Chiesa…la Chiesa mi sembra che non adduca tutto ciò, nonostante si fondi su un nutrito insieme di libri e di teorie teologiche altamente pacifiste e basate sul concetto di uguaglianza e di rispetto…mi sbaglio o la Chiesa è “una, Santa, Cattolica, apostolica..”???
    Quindi se io posso addurre che quella del Nazismo era una Scienza diversa da quella odierna in quanto fondata su un impianto ideologico diverso, tu cosa mi adduci in difesa della Chiesa delle repressioni??? Era forse fondata su un’altra ideologia…quale??? Non doveva rispettare l’ideologia delle streghe?? Cos’è, la Chiesa voleva imporre un Regime totalitario (guarda un pò la somiglianza, non con la Scienza è chiaro!!) ??

    Insomma, mi sembra che siamo arrivati ad un punto fermo; la Chiesa ha sbagliato, la Scienza Libera per ora mai!!!

    Hai affermato che il Papa ha ricordato che “il bene….va ricercato nel cuore e nella ragione di chi lo utilizza”….credo che gli Scienziati ne abbiano da vendere di ragione…di razionalità.

    Certamente riconosco che ci sono dei comportamenti della Scienza che sono sbagliati…primo fra tutti l’Aborto in Medicina.

    Se una persona ha studiato un minimo di Embriologia e di Genetica, nonchè di Biochimica e fisiologia (non come quelli che parlano per sentito dire) saprà che un embrione alla seconda settimana è da considerarsi vita a tutti gli effetti…quindi ancora di più a tre mesi; ma non a due giorni, dato che può formare due organismi distinti (gemelli omozigoti).

    Quella della quale sopra non è vita perchè non ha il valore aggiunto della vita…è alla stregua di un vegetale…è uomo potenziale.

    Con questo prendo posizione contraria nei confronti dell’aborto, nel senso che sò benissimo che è un vero e proprio omicidio (dopo le due settimane dalla fecondazione e prima dei tre mesi).

    Sinceramente, però, reputo la legge 194 discutibile, ma non sicuramente sul periodo utile per l’aborto(primi tre mesi dalla fecondazione).

    Credo che questa pratica sia necessaria nel caso in cui la gravidanza determini uno stato di malessere psico-fisico nella madre; come potrei fare altrimenti nel caso di una ragazza incinta perchè stuprata????

    So benissimo che è sbagliato applicare la IGV come metodo anticoncezionale, ma fintanto che non avrò un presidio anticoncezionale che mi garantisce al 100% l’efficacia io non potrò fare altrimenti; con questo non voglio dire che va usato come metodo anticoncezionale…il fatto è che non posso sapere se la donna che ho davanti dice il vero adducendo che ha usato “tutte le precauzioni necessarie” durante il rapporto…come medico devo fidarmi di lei, non posso dimostrare il contrario.
    Quindi non posso dirle niente; se ci fosse il 100% di sicurezza sarebbe palese il mancato utilizzo dell’anticoncezionale.
    Inoltre siamo animali e, in quanto tali, il sesso è un bisogno fisiologico; la natura non ha imposto alcun termine matrimoniale per iniziare a farlo e non ha detto che deve essere fatto in modo distaccato dall’amore; la maggior parte degli animali non amano…siamo macchine nate per trasferire i nostri “geni egoisti”…non siamo molto di più.

    Concludo dicendo che la Scienza ha dei punti che debbono essere rivisti…ma anche la Chiesa non è da meno.

    La Scienza non è un Dio…nessuno lo ha detto.

    Di cosa ci fosse prima del Big Bang la Scienza non ha spiegato niente, come di cosa ci sarà poi.

    Cosa c’è nel mezzo??? La fisica, la chimica, l’Evoluzione, l’Uomo; è indiscutibile.

    Ci può essere anche la Chiesa; ma questa non è oggettiva come una legge empirica.
    Si può scegliere di crederci, ma si deve lasciare liberi gli altri di non seguire i canoni della Chiesa.
    Non si può sottostare ad una ideologia religiosa perchè il suo centro amministrativo è nel territorio dove vivo e dove ricerco; c’è un errore di fondo.

    Scienza e fede devono porsi un limite ben preciso, un confine; non mi sembra che la Scienza abbia varcato il territorio della fede imponendole dei limiti…gli Scienziati possono essere cattolici, ma sembra che la Chiesa non voglia Cattolici-Scienziati…o mi sbaglio???

    Io credo in Dio…..non credo in questa Chiesa che è fatta di uomini…
    “Dio non gioca a dadi”; infatti ha progettato l’indeterminazione per costruire questo mondo.

    Spero in una tua risposta.

    Cordiali Saluti,

    Doctor Gray N.H.I.

Calamandrei in difesa della Scuola nazionale

“..Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime…
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)
“Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università […]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? […] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà […]. La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[…] A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. […]”

(Tratto da discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950.)

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei