Caso Eluana Englaro : Rassegna Stampa (Commentata) della Notte

I legali: «Andiamo avanti». Beppino Englaro: «È un tormento senza fine»

Eluana, Napolitano non firma il decreto
Il governo approva ddl in tempo record

Berlusconi: «Seduta straordinaria del Senato, potrebbe non essere tardi». Il Vaticano: «Ci hanno ascoltato»

UDINE – Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti.
Il testo recepisce le linee del decreto approvato venerdì mattina dal governo ma su cui il presidente Napolitano non ha apposto la firma. Alla riunione, presieduta dal premier Berlusconi, hanno partecipato il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo. Assenti per motivi “logistici” i ministri della Lega, che però hanno chiamato il presidente del Consiglio per esprimere il proprio sostegno all’iniziativa. Il ddl è stato immediatamente inviato al Senato e Berlusconi non esclude che il via libera possa arrivare a breve: «Dipende da loro. I gruppi sono già in stretto contatto». Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge.

BERLUSCONI: APPELLO A SCHIFANI – «Abbiamo preso atto del rifiuto del capo dello Stato ma abbiamo ribadito l’urgenza del provvedimento – ha detto Berlusconi al termine del vertice di governo -. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto». Il premier ha detto che la risposta del Parlamento arriverà in breve tempo: «Il governo – ha spiegato – ha rivolto un accorato appello al presidente del Senato per una immediata convocazione del Senato in seduta straordinaria.
[In questi anni non c’è sato abbastanza tempo per poter agire con più calma, interpellando le varie parti politiche, il popolo italiano, il Comitato di Bioetica ?? NdR]

Credo che convocherà subito una riunione dei gruppi e poi i gruppi decideranno quando potersi riunire. Se ci sarà la volontà di fare presto, noi crediamo ci possa essere una risposta da parte del Parlamento in pochissimo tempo». «Potrebbe non essere troppo tardi per Eluana – ha aggiunto Berlusconi -. Per una persona normale è possibile stare due o tre giorni senza bere, rivolgetevi a Pannella».  [ Cos’è questo velo di sarcasmo?? NdR]
«Siamo pronti a lavorare anche sabato e domenica per approvare la norma ‘salva-Eluana’» ha detto il presidente dei senatori dell’Udc Giampiero D’Alia.

L’ITER PARLAMENTARE – In realtà, salvo accelerazioni, il ddl inizierà il suo iter lunedì, dopo la conferenza dei capigruppo (prevista alle 12) che decide l’assegnazione del testo, presumibilmente alla commissione Sanità dove è già in atto la discussione sul testamento biologico. A quel punto il presidente della commissione Antonio Tomassini convoca l’ufficio di presidenza per disporre le procedure necessarie e verifica se esiste una volontà politica concorde per accelerare l’esame del provvedimento che, se approvato in sede deliberante, non dovrebbe passare in Aula. Nel caso non dovesse riscontrarsi un clima di concordia politica fra le diverse forze, sulla base dell’art. 72 della Costituzione, o il governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto dei commissari possono richiedere il passaggio in Aula. Si tratterebbe di una decisione strategica cui la maggioranza potrebbe fare ricorso perché, una volta in Aula, è possibile contingentare i tempi e far decadere eventuali emendamenti.

SCONTRO ISTITUZIONALE – La vicenda di Eluana Englaro, dopo l’avvio della procedura di graduale abbandono delle terapie nella clinica La Quiete di Udine, ha assunto il risvolto di un gravissimo scontro istituzionale dopo che il presidente Napolitano si è rifiutato di firmare il decreto legge del governo. Il conflitto è esploso a metà giornata, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per bloccare i medici nonostante la contrarietà del presidente della Repubblica. Dopo il via libera, Giorgio Napolitano ha però confermato la propria posizione: non firmerà il provvedimento.
La decisione del Consiglio del ministri è stata invece accolta positivamente dal Vaticano: «Una scelta coraggiosa».
[ Una scelta non Democratica ed incostituzionale dato che, fino a prova contraria, a libertà di cura è personale; non si può quindi applicare il principio di maggioranza ma lasciare ogni soggetto libero di poter scegliere. NdR ]
Diversa la posizione del presidente della Camera: Gianfranco Fini ha espresso «preoccupazione» per il no del Consiglio dei ministri all’invito di Napolitano, mentre un altro esponente di An, Ignazio La Russa, ha sottolineato che «si apre un problema serio. Ora la soluzione è quella del ddl da approvare in tempi rapidi». Critiche dall’opposizione: per il leader del Pd Veltroni Silvio Berlusconi vuole «un incidente istituzionale» e si è macchiato di «un comportamento totalmente irresponsabile».

ISPETTORI NELLA CLINICA – E mentre i legali della famiglia Englaro hanno assicurato che si andrà avanti con la procedura, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha inviato gli ispettori a Udine. Un fatto che non preoccupa i legali della famiglia Englaro, come spiegato dall’avvocato Giuseppe Campeis: «Stiamo operando al di fuori del servizio sanitario nazionale, in quanto si tratta di un servizio appaltato tra l’associazione ‘Per Eluana’ e la casa di riposo». «Il decreto legge emanato dal governo Berlusconi non ha la firma del capo dello Stato per cui come tale noi andiamo avanti con il protocollo – ha aggiunto Campeis -. Se non ci saranno fatti nuovi e se non avverranno altri impedimenti, si proseguirà». Circa il fascicolo aperto dalla Procura di Udine, l’avvocato ha precisato che «c’è già stato un chiarimento da parte del procuratore generale di Trieste per cui noi andiamo avanti nella legalità». Beppino Englaro, il padre di Eluana, rilascia un unico commento: «Sono sconvolto, è un tormento senza fine, non riesco neppure a pensare e riflettere e preferisco continuare a restare nel silenzio».

Leggi il testo della lettera di Napolitano al governo

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Lo strappo tra governo e Quirinale si è consumato dopo la lettera del presidente della Repubblica al Consiglio dei ministri. «Non sussistono le ragioni di necessità e di urgenza», ha spiegato nella missiva Giorgio Napolitano, esprimendo perplessità anche sulla nuova bozza riformulata dal ministero del Welfare e che conterrebbe, secondo quanto annunciato dal governo, i rilievi del presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida; questi però ha negato con fermezza: «Hanno strumentalizzato le mie parole, disconosco nella maniera più assoluta qualunque mia partecipazione alla stesura del testo di un decreto legge che non ritengo nemmeno di commentare». Il via libera dal Consiglio dei ministri al provvedimento è arrivato ugualmente. Una decisione adottata all’unanimità dopo una lunga discussione (la Prestigiacomo era orientata all’astensione, ma sarebbe stata convinta a votare sì). Berlusconi ha incassato anche il sostegno dell’Udc: Casini ha telefonato al premier per esprimere il suo consenso all’iniziativa del governo.

Guarda il video della conferenza stampa

«PRESUPPOSTI DI URGENZA» – Il premier, in conferenza stampa, ha spiegato che nel caso di Eluana «sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti».
«Eluana è una persona viva – ha aggiunto Berlusconi – respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire».
[ Cosa?? Ma stiamo scherzando?? Come si può addurre tali argomentazioni per dichiarare che una persona è viva??? Ma il rispetto per la paziente dov’è? Come si può dire che potrebbe fare dei figli? Inoltre si continua ad ignorare la differenza fra encefalo e cervello, non comprendendo che le varie funzioni vegetative si trovano in porzioni totalmente diverse del cervello stesso. NdR]

Il premier ha poi criticato l’atteggiamento di Napolitano: «Con la sua lettera si introduce una innovazione: il capo dello Stato in corso d’opera del Cdm può intervenire anticipando la decisione sulla necessità e urgenza di un provvedimento. Per questo abbiamo deciso all’unanimità di affermare con forza che il giudizio è assegnato alla responsabilità del governo. Se il capo dello Stato non firmasse e si caricasse di questa responsabilità nei confronti di una vita [ Facile colpevolizzare il Presidente della Repubblica quando, fino a prova contraria, sono quasi 12 i mesi utili che potevano essere sfruttati dal Governo e dal Parlamento per colmare una lacuna legislativa più volte rilevata dalle varie parti politiche e dalla opinione pubblica in toto. NdR ], noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas e approvare in due o tre giorni una legge che anticipasse quella legge che è già nell’iter legislativo». A una specifica domanda di un giornalista, Berlusconi ha comunque assicurato che i rapporti con il presidente della Repubblica restano «cordiali» e che non sta pensando assolutamente all’impeachment. [ Parlerei , ormai, di assodato impeachment con la Democrazia, non con il Garante della Democrazia….NdR]

NAPOLITANO NON FIRMA – Poco dopo, però, Napolitano ha confermato di non voler firmare il decreto. Il presidente, si legge in un comunicato, «ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente – conclude la nota – ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto». Napolitano ha ricevuto l’appoggio di Fini: «Desta forte preoccupazione – ha dichiarato il presidente della Camera – che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, a evitare un contrasto formale in materia di decretazione d’urgenza».

L’analisi – Napolitano, sfidato, ha risposto. Lo strappo lascerà i segni di Marzio Breda

PLAUSO DEL VATICANO – All’esecutivo arriva invece il plauso del Vaticano. Approvando il decreto legge sul caso di Eluana Englaro, ha affermato monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, «il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini». [ Ricordo che in Italia esiste anche una maggioranza di cittadini , dotati di pari diritti e doveri, che non è di professione Cattolica; rispetto anche per loro e per la loro posizione ideologica. NdR]
«Pur nella differenza delle competenze che abbiamo – conclude Fisichella – ci rallegriamo che le istanze che abbiamo portato avanti in questi mesi sono state ascoltate e accolte». Il Vaticano critica Napolitano: «Sono costernato che in tutte queste diatribe politiche si ammazzi una persona – ha affermato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace – e sono profondamente deluso (dalla decisione del presidente di non firmare il decreto, nota del giornalista)».

AVANTI LA PROCEDURA – Intanto, nella clinica friulana dove si trova Eluana Englaro, la “fase due” della procedura per la riduzione della nutrizione è iniziata. La conferma arriva dall’avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana: «Penso che tutto si stia svolgendo come previsto. Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all’alimentazione – ha aggiunto il legale -. I tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto». Nella clinica sono attesi sabato gli ispettori inviati dal ministro Sacconi per verificare alcune caratteristiche della struttura. [ Che sarebbero? Forse l’idoneità dei locali? Ah, devono verificare se, in definitiva, le cliniche private sono più pulite o meglio ristrutturate rispetto a quelle pubbliche. Non ci dovrebbero essere dubbi al riguardo……e sappiamo tutti perchè! NdR]
I medici, coordinati dall’anestesista Amato De Monte, vanno avanti con il protocollo concordato tra La Quiete, l’Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e l’associazione «Per Eluana», in attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano. Venerdì sera due consulenti della Procura di Udine hanno controllato e verificato la congruità dell’operato dell’equipe medica. Per sabato è prevista una nuova riduzione, l’ultima domenica: poi termineranno nutrizione e idratazione artificiali.

06 febbraio 2009

fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_06/eluana_englaro_idratazione_polemica_180dfe72-f42c-11dd-952a-00144f02aabc.shtml


Caso Englaro e testamento biologico


FERMIAMO IL PARTITO DELLA TORTURA!


di Paolo Flores d’Arcais
Il governo ha approntato un decreto legge che rende obbligatorio, in qualsiasi caso e contro la volontà di qualsiasi paziente, nutrizione e idratazione artificiali.
Decreto non solo anticostituzionale (poichè la nostra legge fondamentale garantisce che si possano rifiutare le cure, amputazioni, trasfusioni, alimentazione forzata in caso di sciopero della fame, anche quando ciò porta alla morte) ma alla lettera MOSTRUOSO, poichè consente sadismo e tortura nei confronti dei malati terminali, e anzi rende sadismo e tortura obbligatori.
Non sappiamo se contrasti interni alla maggioranza di Berlusconi impediranno che questo gesto scellerato nei confronti della vita e della autodeterminazione di ciascun cittadino venga portato davvero alla firma del Presidente Napolitano. Resta comunque il tentativo, inaudito, e che riporta il nostro paese al medioevo, al più cupo oscurantismo clericale.
Ormai non è solo la libertà di ciascuno ad essere a repentaglio, ma la vita stessa, che Chiesa e governo pretendono di sequestrare secondo la loro totalitaria volontà. Di fronte a una volontà “talibana” che ancora qualche giorno fa sembrava impossibile, è necessario mobilitarsi in tutte le forme democratiche, attraverso articoli, lettere ai giornali, petizioni, tam tam elettronici, manifestazioni.
Il partito della tortura non deve passare.

fonte: NewsLetter Micromega

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Denunciare gli Immigrati…i Medici non sono POLIZIOTTI !!

Clandestini denunciati dai medici

Sì del Senato alla norma contestata

Stretta su internet: vietati i siti su mafia, violenza, razzismo

ROMA – I medici potranno denunciare all’autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Le persone senza fissa dimora saranno schedate. La tassa per il permesso di soggiorno è fissata da 80 a 200 euro. Autorizzate inoltre le “ronde padane” ma non armate. Dopo che il governo ieri è stato battuto tre volte sulla stretta sui centri di permanenza e sui ricongiungimenti familiari, oggi il Senato è andato avanti rapidamente nelle votazioni degli ultimi dei 55 articoli e ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza pubblica con 154 voti favorevoli, 114 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera.

Carcere e tassa permesso di soggiorno. Il Senato ha cominciato con l’emendamento della Lega che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L’emendamento, passato con 156 sì, 132 no, un astenuto, oltre a dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche, prevede il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

Veltroni: “Dottori-poliziotti, inumano e razzista”. Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l’opposizione si è appellata al “buonsenso” per non introdurre una norma che “riduce il medico a fare il delatore”, costringendo i clandestini a “non farsi curare per paura”. Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza.

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A voto avvenuto, Walter Veltroni ha duramente criticato la norma, definendo l’idea dei medici-poliziotti “inumana e razzista”. “Considero questo emendamento – ha detto il segretario del Pd – una cosa vergognosa. L’idea di creare le condizioni per le quali persone che sono ammalate abbiano paura di farsi curare è un’idea inumana, è un’idea che meriterebbe una risposta, da parte di tutti coloro i quali hanno a cuore la vita, molto forte e determinata”.

Il senatore Daniele Bosone, ha osservato che questa norma “straccia il codice deontologico dei medici” e si corre “il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico”. Secondo Bosone, peraltro, il rischio che “clandestini con malattie che portano dal loro paese non si faranno curare” con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

Polemiche dopo l’approvazione al Senato dell’emendamento della Lega al ddl sicurezza
Rosy Bindi promette “un’opposizione durissima”, Finocchiaro: “spaventoso manifesto ideologico”

La Cei sugli immigrati clandestini
“Noi non denunceremo nessuno”

La Cgil invita i medici all’obiezione. Gino Strada: “Garantire assistenza a tutti senza distinzioni”

ROMA – Reazioni e polemiche all’approvazione del ddl sicurezza al Senato, in particolare sull’emendanmento della Lega che di fatto consente ai medici di denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. Dopo la protesta di Medici senza frontiere che parla di una “legge contro la Costituzione”, interviene anche la Cei, contraria alla norma: “Alla Chiesa competerà sempre di aiutare le persone in pericolo di vita. Le leggi sono votate secondo le regole della democrazia, ma noi continueremo ad aiutare poveri immigrati non regolari”, dice monsignor Domenico Segalini.

E il leader della Fp Cgil, Carlo Podda invita i sanitari “all’obiezione” e alla “disobbedienza civile” se il provvedimento dovesse essere approvato in via definitiva alla Camera. Mentre Rosy Bindi, vicepresidente di Montecitorio, promette “un’opposizione durissima”. Il governo, ha detto Bindi, “straccia la Costituzione che riconosce il diritto alla salute come un diritto della persona, un diritto di tutti, compresi gli stranieri e i clandestini”.

Gino Strada: «L’emendamento anti immigrati: una norma stolta prima
ancora che perversa»

A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di
denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la
loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato
al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero cosi’ gli
individui nella condizione di scegliere fra l’accesso alle cure e il
rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione
presente in Italia nella clandestinita’ sanitaria, con grandi rischi
per se’ e per la collettivita’.

Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso
diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del
paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se
esercitare la facolta’ di denunciare i loro pazienti “irregolari”.

Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l’unico modo
giusto e civile per fare medicina e’ garantire a tutti la miglior
assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della
pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali,
nazionalita’ o status giuridico. Questo e’ il modo in cui Emergency ha
lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre
milioni di persone senza distinzioni. Questo e’ il modo con cui
continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per
migranti e persone indigenti di Palermo.

Anche di fronte all’incivilta’ sollecitata da una norma stolta prima
ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel
rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione
e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto,
soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un
medico.

Come Studente di Medicina (quindi nel mio piccolo…..) mi oppongo a questa miope legge.
Si rischia di far diffondere malattie gravi ( TBC, peste, lebbra, ecc.) importate attraverso flussi migratori ancora troppo poco controllati dalle nostre autorità.

Divieto di segnalazione

Siamo medici e infermieri, non siamo spie

Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

fonte: http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/

DISEGNO DI LEGGE N.1197

RASSEGNA STAMPA ULTIM’ORA

http://news.google.it/news?hl=it&tab=wn&ned=it&nolr=1&q=universit%C3%A0&btnG=Cerca


Clandestinoweb

Università: le novità del decreto Gelmini
Corriere della Sera – 2 ore fa
ROMA – Ora tocca all’università. Il decreto legge Gelmini sull’università, licenziato dalla commissione Istruzione del Senato arriva all’esame dell’aula.
UNIVERSITA‘: GELMINI, PRIMA VOLTA AGGANCIAMENTO A MERITO La Repubblica
Decreto Gelmini ecco le misure “anti baroni” Il Tempo
UNIVERSITA‘: GELMINI, DL PRIMO PASSO DI UNA RIVOLUZIONE DEL SISTEMA ASCA – Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
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LAVORI PARLAMENTARI

“Conversione in legge del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/32717_testi.htm

7ª Istruzione pubblica, beni culturali – Scheda di seduta

Seduta n. 55
Giovedì 27 novembre 2008 (8.45 – 10.45)
Sospensioni:
dalle 10.30 alle 10.35


Presidenza
Possa
Presenti per il governo
Pizza, sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca

Sede referente

1197 – decreto-legge università
Relatore
Valditara
Trattazione
Seguito e conclusione dell’esame.
Precedente trattazione
Seduta n. 54 di Mercoledì 26 novembre 2008

Comunicato

La Commissione ha concluso l’esame in sede referente del disegno di legge n. 1197 riguardante conversione in legge del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. Il senatore Asciutti ha ritirato l’emendamento 1.86, già accantonato. La Commissione ha proceduto alla votazione degli emendamenti aggiuntivi all’articolo 1. Il relatore Valditara ha presentato una riformulazione dell’emendamento 1.0.2 al fine di tener conto del parere della Commissione bilancio. Sono stati quindi approvati dalla Commissione gli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 1.0.3. È proseguita l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 2. Sono intervenuti i senatori Vita, Ceruti, Marcucci e Garavaglia. Sugli emendamenti si sono espressi il relatore Valditara e il sottosegretario Pizza, che ha dichiarato di non accogliere gli ordini del giorno nn. 3 e 4. La Commissione ha quindi respinto gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5 e 2.12, mentre l’emendamento 2.6 è stato trasformato nell’ordine del giorno n. 9, accolto dal Sottosegretario. Gli emendamenti 2.7, 2.9, 2.10 e 2.11 sono stati ritirati. L’emendamento 2.8 è stato approvato. Si è passati dunque all’illustrazione degli emendamenti all’articolo 3. Sono intervenuti i senatori Anna Maria Serafini, il Presidente Possa, Veronesi, Mariapia Garavaglia, Aderenti, Asciutti, Rusconi e Soliani. Si è passati all’espressione dei pareri da parte del relatore e del rappresentante del Governo. La Commissione ha quindi respinto gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.0.15 e 3.0.16. Gli emendamenti 3.4 e 3.6 sono stati dichiarati decaduti. Gli emendamenti 3.0.8, 3.0.9, 3.0.10, 3.0.11, 3.0.13, 3.0.14, sono stati dichiarati inammissibili. Sono stati invece approvati gli emendamenti 3.100, 3.7, 3.0.5 (con assorbimento del 3.0.6), 3.0.7, 3.0.1 (identico al 3.0.2), e 3.0.3 (testo 2) (con conseguente assorbimento del 3.0.4). L’emendamento 3.0.12 è stato trasformato nell’ordine del giorno n. 10. Sono intervenuti per dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea i senatori Giambrone, Rusconi, Pittoni e Asciutti. La Commissione ha quindi approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea. Il Presidente ha quindi comunicato che le sedute già convocate per oggi 27 novembre alle ore 14.30 e domani 28 novembre alle ore 9 non avranno luogo.”

fonte: http://www.senato.it/commissioni/4569/1691/152824/152825/161155/schedasedutacommissione.htm

Testo del DISEGNO DI LEGGE N°1197 : http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00316742.pdf