DISEGNO DI LEGGE N.1197

RASSEGNA STAMPA ULTIM’ORA

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Clandestinoweb

Università: le novità del decreto Gelmini
Corriere della Sera – 2 ore fa
ROMA – Ora tocca all’università. Il decreto legge Gelmini sull’università, licenziato dalla commissione Istruzione del Senato arriva all’esame dell’aula.
UNIVERSITA‘: GELMINI, PRIMA VOLTA AGGANCIAMENTO A MERITO La Repubblica
Decreto Gelmini ecco le misure “anti baroni” Il Tempo
UNIVERSITA‘: GELMINI, DL PRIMO PASSO DI UNA RIVOLUZIONE DEL SISTEMA ASCA – Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
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LAVORI PARLAMENTARI

“Conversione in legge del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/32717_testi.htm

7ª Istruzione pubblica, beni culturali – Scheda di seduta

Seduta n. 55
Giovedì 27 novembre 2008 (8.45 – 10.45)
Sospensioni:
dalle 10.30 alle 10.35


Presidenza
Possa
Presenti per il governo
Pizza, sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca

Sede referente

1197 – decreto-legge università
Relatore
Valditara
Trattazione
Seguito e conclusione dell’esame.
Precedente trattazione
Seduta n. 54 di Mercoledì 26 novembre 2008

Comunicato

La Commissione ha concluso l’esame in sede referente del disegno di legge n. 1197 riguardante conversione in legge del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. Il senatore Asciutti ha ritirato l’emendamento 1.86, già accantonato. La Commissione ha proceduto alla votazione degli emendamenti aggiuntivi all’articolo 1. Il relatore Valditara ha presentato una riformulazione dell’emendamento 1.0.2 al fine di tener conto del parere della Commissione bilancio. Sono stati quindi approvati dalla Commissione gli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 1.0.3. È proseguita l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 2. Sono intervenuti i senatori Vita, Ceruti, Marcucci e Garavaglia. Sugli emendamenti si sono espressi il relatore Valditara e il sottosegretario Pizza, che ha dichiarato di non accogliere gli ordini del giorno nn. 3 e 4. La Commissione ha quindi respinto gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5 e 2.12, mentre l’emendamento 2.6 è stato trasformato nell’ordine del giorno n. 9, accolto dal Sottosegretario. Gli emendamenti 2.7, 2.9, 2.10 e 2.11 sono stati ritirati. L’emendamento 2.8 è stato approvato. Si è passati dunque all’illustrazione degli emendamenti all’articolo 3. Sono intervenuti i senatori Anna Maria Serafini, il Presidente Possa, Veronesi, Mariapia Garavaglia, Aderenti, Asciutti, Rusconi e Soliani. Si è passati all’espressione dei pareri da parte del relatore e del rappresentante del Governo. La Commissione ha quindi respinto gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.0.15 e 3.0.16. Gli emendamenti 3.4 e 3.6 sono stati dichiarati decaduti. Gli emendamenti 3.0.8, 3.0.9, 3.0.10, 3.0.11, 3.0.13, 3.0.14, sono stati dichiarati inammissibili. Sono stati invece approvati gli emendamenti 3.100, 3.7, 3.0.5 (con assorbimento del 3.0.6), 3.0.7, 3.0.1 (identico al 3.0.2), e 3.0.3 (testo 2) (con conseguente assorbimento del 3.0.4). L’emendamento 3.0.12 è stato trasformato nell’ordine del giorno n. 10. Sono intervenuti per dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea i senatori Giambrone, Rusconi, Pittoni e Asciutti. La Commissione ha quindi approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea. Il Presidente ha quindi comunicato che le sedute già convocate per oggi 27 novembre alle ore 14.30 e domani 28 novembre alle ore 9 non avranno luogo.”

fonte: http://www.senato.it/commissioni/4569/1691/152824/152825/161155/schedasedutacommissione.htm

Testo del DISEGNO DI LEGGE N°1197 : http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00316742.pdf

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CLASSE DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN MEDICINA E CHIRURGIA OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI

CLASSE DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN
MEDICINA E CHIRURGIA
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia dovranno essere dotati:
delle basi scientifiche e della preparazione teorico-pratica necessarie ai sensi della direttiva 75/363/CEE
all’esercizio della professione medica e della metodologia e cultura necessarie per la pratica della formazione
permanente, nonché di un livello di autonomia professionale, decisionale ed operativa derivante da un percorso
formativo caratterizzato da un approccio olistico ai problemi di salute, delle persone sane o malate anche in
relazione all’ambiente chimico-fisico, biologico e sociale che le circonda. A tali fini il corso di laurea specialistica
prevede 360 CFU complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative
volte alla maturazione di specifiche capacità professionali.
delle conoscenze teoriche essenziali che derivano dalle scienze di base, nella prospettiva della loro successiva
applicazione professionale; della capacità di rilevare e valutare criticamente da un punto di vista clinico, ed in una
visione unitaria, estesa anche nella dimensione socioculturale e di genere, i dati relativi allo stato di salute e di
malattia del singolo individuo, interpretandoli alla luce delle conoscenze scientifiche di base, della fisiopatologia e
delle patologie di organo e di apparato; delle abilità e l’esperienza, unite alla capacità di autovalutazione, per
affrontare e risolvere responsabilmente i problemi sanitari prioritari dal punto di vista preventivo, diagnostico,
prognostico, terapeutico e riabilitativo; della conoscenza delle dimensioni etiche e storiche della medicina; della
capacità di comunicare con chiarezza ed umanità con il paziente e con i familiari; della capacità di collaborare con
le diverse figure professionali nelle attività sanitarie di gruppo; della capacità di applicare, nelle decisioni mediche,
anche i principi dell’economia sanitaria; della capacità di riconoscere i problemi sanitari della comunità e di
intervenire in modo competente.
Il profilo professionale dei laureati specialisti dovrà comprendere la conoscenza di:
organizzazione biologica fondamentale e processi cellulari di base degli organismi viventi; processi di base dei
comportamenti individuali e di gruppo; meccanismi di trasmissione e di espressione dell’informazione genetica a
livello cellulare e molecolare; nozioni fondamentali e metodologia di fisica e statistica utili per identificare,
comprendere ed interpretare i fenomeni biomedici; organizzazione strutturale del corpo umano, con le sue
principali applicazioni di carattere anatomo-clinico, dal livello macroscopico a quello microscopico sino ai
principali aspetti ultrastrutturali e i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso dello
sviluppo embrionale e del differenziamento; caratteristiche morfologiche essenziali dei sistemi, degli apparati, degli
organi, dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari dell’organismo umano, nonché i loro principali correlati
morfo-funzionali; meccanismi molecolari e biochimici che stanno alla base dei processi vitali delle cellule e le loro
attività metaboliche; fondamenti delle principali metodiche di laboratorio applicabili allo studio qualitativo e
quantitativo dei determinanti patogenetici e dei processi biologici significativi in medicina; modalità di
funzionamento dei diversi organi del corpo umano, la loro integrazione dinamica in apparati ed i meccanismi
generali di controllo funzionale in condizioni normali; principali reperti funzionali nell’uomo sano; fondamenti
delle principali metodologie della diagnostica per immagini e dell’uso delle radiazioni, principi delle applicazioni
alla medicina delle tecnologie biomediche.
I laureati specialisti dovranno inoltre:
avere acquisito ed approfondito le interrelazioni esistenti tra i contenuti delle scienze di base e quelli delle scienze
cliniche, nella dimensione della complessità che è propria dello stato di salute della persona sana o malata, avendo
particolare riguardo alla inter-disciplinarietà della medicina;
ed avere sviluppato e maturato un approccio fortemente integrato al paziente, valutandone criticamente non solo
tutti gli aspetti clinici, ma anche dedicando una particolare attenzione agli aspetti relazionali, educativi, sociali ed
etici coinvolti nella prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia, nonché nella riabilitazione e nel recupero del
più alto grado di benessere psicofisico possibile.
I laureati nei corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia svolgeranno l’attività di medico-chirurgo nei vari ruoli
ed ambiti professionali clinici, sanitari e bio-medici.
Ai fini indicati i laureati della classe dovranno avere acquisito:
la conoscenza delle cause delle malattie nell’uomo, interpretandone i meccanismi patogenetici e fisiopatologici
fondamentali;
la conoscenza dei meccanismi biologici fondamentali di difesa e quelli patologici del sistema immunitario e la
conoscenza del rapporto tra microorganismi ed ospite nelle infezioni umane, nonché i relativi meccanismi di difesa;
la capacità di applicare correttamente le metodologie atte a rilevare i reperti clinici, funzionali e di laboratorio,
interpretandoli criticamente anche sotto il profilo fisiopatologico, ai fini della diagnosi e della prognosi e la capacità
di valutare i rapporti costi/benefici nella scelta delle procedure diagnostiche, avendo mente alle esigenze sia della
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corretta metodologia clinica che dei principi della medicina basata sull’evidenza;
una adeguata conoscenza sistematica delle malattie più rilevanti dei diversi apparati, sotto il profilo nosografico,
eziopatogenetico, fisiopatologico e clinico, nel contesto di una visione unitaria e globale della patologia umana e la
capacità di valutare criticamente e correlare tra loro i sintomi clinici, i segni fisici, le alterazioni funzionali rilevate
nell’uomo con le lesioni anatomopatologiche, interpretandone i meccanismi di produzione e approfondendone il
significato clinico;
la capacità di ragionamento clinico adeguata ad analizzare e risolvere i più comuni e rilevanti problemi clinici sia di
interesse medico che chirurgico e la capacità di valutare i dati epidemiologici e conoscerne l’impiego ai fini della
promozione della salute e della prevenzione delle malattie nei singoli e nelle comunità;
la conoscenza dei principi su cui si fonda l’analisi del comportamento della persona e una adeguata esperienza,
maturata attraverso approfondite e continue esperienze di didattica interattiva nel campo della relazione e della
comunicazione medico-paziente, nella importanza, qualità ed adeguatezza della comunicazione con il paziente ed i
suoi familiari, nonché con gli altri operatori sanitari, nella consapevolezza dei valori propri ed altrui nonché la
capacità di utilizzare in modo appropriato le metodologie orientate all’informazione, all’istruzione e all’educazione
sanitaria e la capacità di riconoscere le principali alterazioni del comportamento e dei vissuti soggettivi,
indicandone gli indirizzi terapeutici preventivi e riabilitativi;
la capacità di riconoscere, mediante lo studio fisiopatologico, anatomopatologico e clinico, le principali alterazioni
del sistema nervoso, fornendone l’interpretazione eziopatogenetica e indicandone gli indirizzi diagnostici e
terapeutici;
la capacità di riconoscere le più frequenti malattie otorinolaringoiatriche, cutanee, veneree, odontostomatologiche e
del cavo orale, dell’apparato locomotore e di quello visivo, indicandone i principali indirizzi di prevenzione,
diagnosi e terapia e la capacità di individuare le condizioni che, nel suindicato ambito, necessita dell’apporto
professionale dello specialista;
la capacità e la sensibilità per inserire le problematiche specialistiche in una visione più ampia dello stato di salute
generale della persona e delle sue esigenze generali di benessere e la capacità di integrare in una valutazione
globale ed unitaria dello stato complessivo di salute del singolo individuo adulto ed anziano i sintomi, i segni e le
alterazioni strutturali e funzionali dei singoli organi ed apparati, aggregandoli sotto il profilo preventivo,
diagnostico, terapeutico e riabilitativo;
la capacità di analizzare e risolvere i problemi clinici di ordine internistico, chirurgico ed oncologico, valutando i
rapporti tra benefici, rischi e costi, anche alla luce dei principi della medicina basata sulla evidenza;
l’abilità e la sensibilità per applicare nelle decisioni mediche i principi essenziali di economia sanitaria con
specifico riguardo al rapporto costo/beneficio delle procedure diagnostiche e terapeutiche;
la conoscenza dei concetti fondamentali delle scienze umane per quanto concerne l’evoluzione storica dei valori
della medicina, compresi quelli etici;
la abilità e la sensibilità per valutare criticamente gli atti medici all’interno della équipe sanitaria;
la conoscenza delle diverse classi dei farmaci e dei tossici, dei meccanismi molecolari e cellulari della loro azione,
dei principi fondamentali della farmacodinamica e della farmacocinetica e la conoscenza degli impieghi terapeutici
dei farmaci, la variabilità di risposta in rapporto a fattori genetici e fisiopatologici, le interazioni farmacologiche ed
i criteri di definizione degli schemi terapeutici, nonché la conoscenza dei principi e dei metodi della farmacologia
clinica, compresa la farmacosorveglianza e la farmacoepidemiologia, degli effetti collaterali e della tossicità dei
farmaci e delle sostanze d’abuso;
la conoscenza, sotto l’aspetto preventivo, diagnostico e riabilitativo, delle problematiche relative allo stato di salute
e di malattia nell’età neonatale, nell’infanzia e nell’adolescenza, per quanto di competenza del medico non
specialista e la capacità di individuare le condizioni che necessitano dell’apporto professionale dello specialista e di
pianificare gli interventi medici essenziali nei confronti dei principali problemi sanitari, per frequenza e per rischio,
inerenti la patologia specialistica pediatrica;
la conoscenza delle problematiche fisiopatologiche, psicologiche e cliniche (sotto il profilo preventivo, diagnostico
e terapeutico), riguardanti la fertilità maschile e femminile, la procreazione, la gravidanza, la morbilità prenatale ed
il parto e la capacità di riconoscere le forme più frequenti di patologia andrologica e ginecologica, indicandone le
misure preventive e terapeutiche fondamentali ed individuando le condizioni che necessitino dell’apporto
professionale dello specialista;
la conoscenza dei quadri anatomopatologici nonché delle lesioni cellulari, tessutali e d’organo e della loro
evoluzione in rapporto alle malattie più rilevanti dei diversi apparati e la conoscenza, maturata anche mediante la
partecipazioni a conferenze anatomocliniche, dell’apporto dell’anatomopatologo al processo decisionale clinico, con
riferimento alla utilizzazione della diagnostica istopatologica e citopatologica (compresa quella colpo- ed oncocitologica)
anche con tecniche biomolecolari, nella diagnosi, prevenzione, prognosi e terapia della malattie del
singolo paziente, nonché la capacità di interpretare i referti anatomopatologici;
la capacità di proporre, in maniera corretta, le diverse procedure di diagnostica per immagine, valutandone rischi,
costi e benefici e la capacità di interpretare i referti della diagnostica per immagini nonché la conoscenza delle
indicazioni e delle metodologie per l’uso di traccianti radioattivi ed inoltre la capacità di proporre in maniera
corretta valutandone i rischi e benefici, l’uso terapeutico delle radiazioni e la conoscenza dei principi di
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radioprotezione;
la capacità di riconoscere, nell’immediatezza dell’evento, le situazioni cliniche di emergenza nell’uomo, ponendo in
atto i necessari atti di primo intervento, onde garantire la sopravvivenza e la migliore assistenza consentita e la
conoscenza delle modalità di intervento nelle situazioni di catastrofe;
la conoscenza delle norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del singolo e delle comunità e la
conoscenza delle norme e delle pratiche atte a mantenere e promuovere la salute negli ambienti di lavoro,
individuando le situazioni di competenza specialistica nonché la conoscenza delle principali norme legislative che
regolano l’organizzazione sanitaria e la capacità di indicare i principi e le applicazioni della medicina preventiva
nelle comunità locali;
la conoscenza delle norme deontologiche e di quelle connesse alla elevata responsabilità professionale, valutando
criticamente i principi etici che sottendono le diverse possibili scelte professionali e la capacità di sviluppare un
approccio mentale di tipo interdisciplinare e transculturale, anche e soprattutto in collaborazione con altre figure
dell’équipe sanitaria, approfondendo la conoscenza delle regole e dinamiche che caratterizzano il lavoro di gruppo
nonché una adeguata esperienza nella organizzazione generale del lavoro, connessa ad una sensibilità alle sue
dinamiche, alla bioetica, all’epistemologia della medicina, alla relazione ed educazione del paziente, nonché verso
le tematiche della medicina di comunità, acquisite anche attraverso esperienze dirette sul campo;
la conoscenza dello sviluppo della società multietnica, con specifico riferimento alla varietà e diversificazione degli
aspetti valoriali e culturali, anche in una prospettiva culturale ed umanistica;
una approfondita conoscenza dello sviluppo tecnologico e biotecnologico della moderna medicina;
una adeguata esperienza nello studio indipendente e nella organizzazione della propria formazione permanente e la
capacità di effettuare una ricerca bibliografica e di aggiornamento, la capacità di effettuare criticamente la lettura di
articoli scientifici derivante anche dalla conoscenza di una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano, che
consenta loro la comprensione della letteratura internazionale e l’aggiornamento;
la competenza informatica utile alla gestione dei sistemi informativi dei servizi, ed alla propria autoformazione;
una adeguata conoscenza della medicina della famiglia e del territorio, acquisita anche mediante esperienze
pratiche di formazione sul campo;
in particolare, specifiche professionalità nel campo della medicina interna, chirurgia generale, pediatria, ostetricia e
ginecologia, nonché di specialità medico-chirurgiche, acquisite svolgendo attività formative professionalizzanti per
una durata non inferiore ad almeno 60 CFU da svolgersi in modo integrato con le altre attività formative del corso
presso strutture assistenziali universitarie.
La durata del corso per il conseguimento della laurea specialistica in medicina e chirurgia è di 6 anni.
Relativamente alla definizione di curricula preordinati alla esecuzione delle attività previste dalla direttiva 75/363/CEE,
i regolamenti didattici di ateneo si conformano alle prescrizioni del presente decreto e dell’art. 6, comma 3, del D.M. n.
509/99.
I regolamenti didattici di ateneo determinano, con riferimento all’art. 5, comma 3, del decreto ministeriale 3 novembre
1999, n. 509, la frazione dell’impegno orario complessivo riservato allo studio o alle altre attività formative di tipo
individuale in funzione degli obiettivi specifici della formazione avanzata e dello svolgimento di attività formative ad
elevato contenuto sperimentale o pratico.

fonte:  http://www.miur.it/UserFiles/142.pdf

Blog Apartitico non vuol dire Apolitico !!

Questo blog è per definizione apolitico/apartitico come (del resto) il suo blogger (ovvero io, che odio l’attuale classe politica!).

Purtroppo per l’Università le cose si stanno mettendo male per colpa della “classe politica italiana intera”.

Mi sto informando sull’argomento tagli all’Università / Riforme .

Pubblicherò una serie di articoli inserendo testo e fonte senza aggiungere niente…ognuno potrà farsi una propria idea.

Saranno soprattutto estratti da siti internet che ho navigato e che parlano dell’argomento.

Inizio con il pubblicare l’estratto del DL 112, divenuto Legge 133.

Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112

“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008 – Suppl. Ordinario n.152/L

fonte: http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm

Capo V
Istruzione e ricerca

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento. 12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario senza oneri aggiuntivi a carico del Bilancio dello Stato, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore della presente norma.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

REAZIONI

Docenti e presidi hannio lanciato una raccolta di firme contro i tagli del governo
Da Asor Rosa a Bevilacqua, da Curi a Vattimo: “Ricerca a rischio e in mano ai privati”

Dagli atenei l’appello ai rettori
“Bloccare l’anno accademico”

di VALENTINA CONTE

Bloccare l’inaugurazione dell’anno accademico. In tutte le università italiane. Per difendere la ricerca e la qualità dell’insegnamento e fermare i tagli alle risorse già scarse decisi dalla legge 133, l’ex decreto Brunetta. L’appello c’è, e si apre all’adesione dei docenti italiani. Scritto da Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, ha già raccolto firme eccellenti: Asor Rosa, Vattimo, Curi. Tante si vanno aggiungendo anche con la sottoscrizione online.

continua

fonte: Repubblica.it

Appello ai Rettori contro il DL Tremonti, ora legge 133.

I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008. Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell’Università sancendone l’emarginazione irreversibile nella vita del Paese.

continua

fonte: http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/10/appello-ai-rettori-contro-il-dl.html

REAZIONI DI TIPO POLITICO

Durante l’Estate: I provvedimenti del Governo

Approfittando dell’Estate, l’attuale Governo ha approvato il DL 112, poi convertito in Legge 133 del 6 Agosto. Il decreto contiene una serie di misure economiche che vanno a colpire duramente il settore pubblico. Ma chi ne risentirà maggiormente sarà proprio l’Università statale, vittima di tagli indiscriminati che raggiungono 1 miliardo e 500 milioni di euro in 5 anni. Inoltre, la Legge contempla la possibilità per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato.

Ciò comporterebbe una serie di conseguenze negative, per tutto il mondo dell’Università e non solo: scomparirebbe il tetto massimo del 20% del FFO per le tasse universitarie, che raggiungerebbero livelli altissimi, trasformandosi da contribuzione a reale fonte di sostentamento per la gestione economica dell’Ateneo; si verrebbe a determinare una netta distinzione tra Atenei di serie A e Atenei di serie B, con differente valore del titolo di studio. Questa legge sancirebbe l’ingresso dei privati negli organi di governo degli Atenei, condizionandone, non solo la gestione economica, ma soprattutto i due cardini fondamentali: la Ricerca e la Didattica, che verrebbero completamente sottomesse alle perverse logiche di mercato. In questo modo alcuni settori, in particolare quelli dell’area tecnico – scientifica e medica, potranno fare Ricerca, non più libera, ma solo alle condizioni dettate dagli enti privati che le finanziano (già ci immaginiamo le Banche, le lobby delle armi e della produzione militare, le potenti case farmaceutiche, ecc.); altri, quelli dell’area umanistico – sociale, non avrebbero alcun futuro di Ricerca, perchè non producono nulla di “vendibile”. L’attacco del Governo è mirato a colpire i fondamenti dell’Università pubblica e a sancirne il definitivo declino, reintroducendo un forte classismo nell’istruzione in base al censo. Da parte di un governo autoritario come l’attuale, attaccare così duramente l’istituzione universitaria è il modo migliore per tentare di reprimere ogni sviluppo di una coscienza critica e di ogni forma di dissenso. Secondo noi le linee di Ricerca seguite all’Università devono essere dettate esclusivamente da logiche culturali e svincolate da interessi commerciali: solo così è possibile una Ricerca libera, su cui si basa il progresso di una società.

fonte: http://www.studentidisinistra.org/content/view/487/1

LEGGE 133, L’UNIVERSITA’ CADE A PEZZI, GOVERNI CHE CAMBIANO, LA PRIVATIZZAZIONE è ARRIVATA!

Lo scorso luglio il governo Berlusconi ha lanciato l’ultima offensiva all’istruzione

italiana: il decreto legge 112, che oltre alla scuola e all’università attacca gran

parte del settore pubblico, contiene un percorso obbligato che porta alla fine

dell’università pubblica in Italia.
I principali punti del DL 112 sono:
riduzione dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i prossimi cinque

anni: 1,5 miliardi di euro in meno alle università italiane, 116 milioni di euro in

meno solo alla Sapienza;
tagli al personale docente e amministrativo di circa il 50% in cinque anni: nei

prossimi due anni l’università potrà assumere una persona ogni cinque persone

pensionate, e dal 2012 una ogni due persone pensionate;
possibilità per le università italiane di diventare fondazioni private: se i tagli

all’FFO risulteranno incolmabili, gli atenei saranno costretti a trovare aziende

private non solo che le finanzino, ma che entrino anche nella loro gestione

amministrativa.
I Senati Accademici di molte università italiane prevedono entro i prossimi cinque

anni di dover TRIPLICARE le tasse universitarie, non riuscendo altrimenti nemmeno a

coprire gli stipendi del personale.

Una politica così rigida sul turnover dei lavoratori impedirà la stabilizzazione dei

precari e renderà ancora più difficile ai giovani laureati intraprendere la carriera

accademica.

Inoltre l’inserimento dei privati nelle amministrazioni universitarie farà sì che a

guidare l’istruzione sia il profitto dei singoli e non la libera ricerca di base e la

qualità del sapere.
Questo DL è l’ultimo attacco di un processo iniziato più di dieci anni fa e portato

avanti con continuità dai governi di centrodestra e da quelli di centrosinistra: lo

stesso processo che ha portato all’istituzione dei numeri chiusi alle lauree

triennali e specialistiche, agli aumenti delle tasse universitarie e all’ingresso di

capitali privati nella ricerca pubblica.

fonte:http://www.psicollettivo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=92&Itemid=9

NO ALLA LEGGE N^133 ex DL 112 TREMONTI!

Siamo di fronte all’ennesima rivoluzione dell’università introdotta da un semplice comma dell’ex decreto 112, ora legge 133 di Tremonti sulla finanza pubblica!

Questi tagli, che servono da copertura al taglio dell’ici e a un’azzardata manovra su Alitalia, stravolgono completamente il fondamento pubblico dell’istruzione: le università possono trasformarsi in fondazioni di diritto privato e ricevere donazioni esentasse sul modello delle charities americane.

L’Udu ritiene molto pericolosa e allo stesso tempo ridicola una simile trasformazione epocale dell’Università per diversi motivi:

fonte: http://www.uduroma.it/news/221-universita-senza-un-euro.html

Purtroppo non ho trovato alcuna reazione da parte della destra nè un commento riguardante la legge; se trovate qualche link informatemi pure.

Ne hanno parlato anche:

http://pierga89.blogspot.com/2008/10/legge-13308-svendita-dellistruzione.html