Sulla morte di un bambino…

Si chiude una settimana di riflessione, iniziata con la lettura di un reportage sull’aborto edito dal giornalino della mia facoltà.

Si parlava di interruzione di gravidanza, sulla definizione di vita, su quando una “colonia di cellule” diviene embrione e poi feto.

Cercando sul web testimonianze di donne che hanno deciso di sottoporsi alla I.V.G., ho trovato l’esperienza di una signora che dopo alcuni anni ha dato alla luce un “angelo” che è subito volato verso il paradiso.

Questa esperienza mi ha aperto un mondo tutto nuovo e drammatico: quello delle morti perinatali.

Non avendo fatto patologia né ostetricia/ginecologia, non conosco l’argomento.
Dalle esperienze che ho letto, credo che sia una delle situazioni più drammatiche per una madre; il lato umano viene sempre prima del lato scientifico.

Mi viene da pensare che per una madre la perdita di un figlio sia comunque drammatica, indipendentemente dalla motivazione.

Studiando fisiologia I, ed in particolare la fisiologia della gravidanza, mi sono accorto che fra madre e feto si instaura una rete di scambi ormonali e, perchè no, segnali che noi non riusciamo a percepire.

Credo che ci sia una base fisiologica, oltre che morale, nella passione percepita da una donna per la perdita di un figlio in grembo…cosa che rende ancora più difficile una decisione di tale portata.

Credo che l’uomo sia l’animale più intelligente. Credo che non sia più legato a cicli biologici come molti mammiferi. Credo che non ci sia più, nella nostra specie, il legame atto sessuale/procreazione.
Non so se l’atto sessuale sia un bisogno fisiologico o dettato da qualche legge…sicuramente se c’è una legge quella è eminentemente di “natura” e come tale da rispettare.
Non possiamo dire se il sesso ad una certa età è giusto o sbagliato; la natura non ha individui maggiorenni o minorenni, matrimoni e religioni.
La natura ha solo segnali interscambiati fra cellule, organi, organismi, persone.
L’uomo ha solo a legge dell’amore e il bisogno di amore.

Credo che un uomo non possa decidere per un altro uomo, né tantomeno possa giudicare un’altro individuo.
Ogni uomo deve essere indipendente, in modo che decida qual’è la cosa più giusta per sé senza ledere gli altri.

Credo che sarà difficile farsi una idea sull’ I.V.G. ; credo il mondo di oggi è vuoto di ideali, di freni inibitori, di limiti…e che sia ricco di persone stupide ma anche di persone sfortunate e di situazioni insostenibili. Cedo che non potremo farne a meno.

Credo che debba essere tutto ridimensionato ed analizzato caso per caso.

Solo di una cosa sono certo; che la morte è brutta per tutti…è dolorosa per tutti…e che questa vita è meravigliosa anche se non sembra.

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